domenica 4 febbraio 2018

La stitichezza: attività fisica e un bicchiere d’acqua

La stitichezza o stipsi è spesso un’altra delle conseguenze della sedentarietà e della scarsa attività fisica che caratterizza la vita di oggi. Sicuramente meno grave di quelle che possono colpire il sistema cardiocircolatorio, ma che colpisce milioni di persone ed influisce sulla qualità del loro benessere psicofisico. Si stima che la stitichezza colpisca 13 milioni di italiani, in prevalenza donne, anche per altra cause come un’alimentazione non corretta (poca acqua e povera di fibre) o come effetto collaterale dell’assunzione di farmaci. L’attività fisica può essere di aiuto per combattere la stitichezza in quanto favorisce la motilità intestinale e la peristalsi del colon.


Ma un altro rimedio naturale che può aiutare l’evacuazione può essere uno o due bicchieri d’acqua bevuti a digiuno appena alzati. L’acqua a digiuno percorre velocemente i vari tratti intestinali raggiungendo velocemente il colon, contribuendo in tal modo ad ammorbidire le feci e conseguentemente l’evacuazione. Non costa niente (e forse per questo è un rimedio poco divulgato), ma soprattutto non ha controindicazioni a differenze di tutti gli altri rimedi più o meno naturali che vegono spesso raccomandati e consigliati. Vale la pena provare!! Fatemi sapere: info@grazianoferrini.it

martedì 26 dicembre 2017

II° precetto: La poltrona "uccide"

Un “NO” deciso alla vita troppo sedentaria! Perché “La Poltrona uccide…”!! La sedentarietà, di cui la poltrona rappresenta uno dei simboli più significativi, è considerata uno dei principali fattori di rischio per le principali patologie cronico degenerative che colpiscono la popolazione.
E’ il movimento che, nel corso di milioni di anni, ha plasmato tutti i componenti anatomici del corpo umano e le loro modalità di funzionamento.
 Come riportato testualmente dal sito dell’ufficio europeo del WHO (Organizzazione Mondiale della Salute)

“Pysical inactivity is one of the leading risk factors for health, and is estimated to attribute to one million death (about 10% of total), per year inthe WHO European Region
Dal Ministero della salute; programma "Ministero inForma"
L’inattività fisica è al quarto posto tra le principali cause di morte dovute a malattie croniche, quali disturbi cardiaci, ictus, diabete e cancro, contribuendo ad oltre 3 milioni di morti evitabili all’anno a livello mondiale.
Nonostante le numerose evidenze scientifiche suggeriscano la necessità di mantenere uno stile di vita il più possibile attivo, continuano a diminuire le opportunità per svolgere attività fisica e, nel contempo, aumenta la prevalenza di stili di vita sedentari con gravi conseguenze per la salute e con ricadute a livello sociale e economico."
 Per saperne di più...

domenica 19 novembre 2017

DOTTORE DI TE STESSO


Ogni persona deve migliorare la propria capacità di essere “dottore di se stesso”. Lo dice con altre parole uno dei sei “Key Massage” dell’Action Plan 2012-2016 dell’Ufficio Europeo del WHO
(World Health Organization): “People should be empowered to promote their own health, interact effectively with health services and be active partners in managing disease”. Ogni persona deve avere “la capacità di promuovere e migliorare il proprio stato di salute, e, interagendo in modo efficace con i servizi sanitari, essere partner attivo nella gestione del proprio stato di salute o di malattia”. Partner attivo significa tra l’altro sapere di più sul nostro corpo: come è fatto, come funziona e soprattutto quali sono i principali segnali che indicano che potrebbe esserci qualche cosa che non va, in modo da poter intervenire tempestivamente con gli interventi sanitari diagnostici o terapeutici più appropriati. Obiettivo non facile da conseguire, per la grande complessità di questa macchina meravigliosa che è il corpo umano. Per aiutare a conseguire questo obiettivo il decalogo cerca di descrivere l’anatomia e la fisiologia del corpo umano con un linguaggio diverso da quello che farebbe un medico o un docente della facoltà di medicina; il linguaggio con cui io, ingegnere e studente anziano, ho interpretato le lezioni del corso di laurea in fisioterapia, per capire come funziona il nostro corpo, e quali sono le condizioni che non lo fanno funzionare correttamente. Tutti noi conosciamo l’importanza delle spie rosse che ci segnalano qualche anomalia nella nostra automobile, in modo da
far intervenire il nostro meccanico di fiducia per evitare le conseguenze,anche serie, dell’anomalia che la spia rossa ci segnala. Questa macchina meravigliosa che è il corpo umano è piena di spie rosse che ci segnalano condizioni che possono generare patologie o limitazioni funzionali; dobbiamo imparare a rilevare queste spie rosse, in modo da segnalarle tempestivamente e correttamente al nostro medico di fiducia ed attivare così gli interventi sanitari più appropriati. Al conseguimento di questo obiettivo è dedicato l’ampio capitolo del Decalogo, “Diventa dottore di te stesso”..
web: www.grazianoferrini.com
mail: info@grazianoferrini.it

giovedì 19 ottobre 2017

In forma a 80 anni e oltre


In forma e in buona salute psicofisica a 80 anni e oltre! È possibile o, come direbbe Obama, “you can”. È possibile che tutti, uomini e donne, possano vivere i loro 70, 80 e oltre anni in buona salute e in buona forma psicofisica; anche se l’attività lavorativa ha richiesto o richiede di stare ore seduti davanti ad una scrivania o a un computer, o, peggio ancora, in macchina. E non solo perché possopersonalmente testimoniarlo (anche se al momento ho “solo” 79 anni). Ma soprattutto perché è stato scientificamente dimostrato che un adeguato stile di vita diminuisce la probabilità che si sviluppino alcune delle gravi patologie che oggi colpiscono molti anziani (e non solo), e crea le condizioni per vivere bene, in buona salute psicofisica e “in forma”, la terza e quarta età.
Come? Un adeguato stile di vita: fare attività fisica, un’alimentazione più sana ed equilibrata, e, per qualcuno, smettere di fumare. Molti di voi direbbero: “Belle parole; me lo dice spesso il mio medico; ma non è facile”. E poi: “dove lo trovo il tempo; con il lavoro, i figli (o nipoti)”. Oppure “mangio pochissimo e ingrasso lo stesso”; e ancora “ho provato tante volte a smettere di fumare ma non ci riesco”.
Cambiare stile di vita non è sicuramente facile. Non è facile, ma possibile e spesso assolutamente necessario per garantirsi una terza (e una quarta) età in buona salute psicofisica e “in forma”. È possibile, ma a certe condizioni e, soprattutto, se ci sono le giuste motivazioni. Probabilmente, sono proprio alcune di queste condizioni e motivazioni che mi hanno permesso di arrivare “in forma” alla soglia degli 80 anni.
Condizioni e motivazioni che, basandomi sulle mie esperienze negative e positive, ho pensato di riassumere in un decalogo; un “Decalogo per l’attività fisica” fatto di dieci semplici regole, facili da ricordare che, se osservate ed applicate con costanza e continuità, possono aiutare ad essere in buona forma fisica e mentale fino ad 80 anni, e forse anche molto oltre. Le dieci regole del Decalogo sono:
1. Diventa dottore di te stesso
2. No alla sedentarietà, perché “la poltrona uccide”
3. Attività fisica = Superfarmaco per tutte le patologie Killer
4. Ricetta per l’attività fisica: prescritta come una medicina
5. Cambia il tuo stile di vita
6. Le motivazioni per il cambiamento
7. Quale esercizio fisico
8. Quanto esercizio fisico: la dose
9. Come svolgere l’esercizio fisico
10. Controlla i risultati

maggiori informazioni: www.grtazianoferrini.com